Località
Abetone
A 1.388 metri di quota, sul valico che unisce la Toscana all’Emilia, l’Abetone è il paese della neve e dei boschi: il comprensorio sciistico più grande dell’Italia centrale d’inverno, una foresta di abeti e faggi da attraversare a piedi o in bici d’estate.
Un paese nato da una strada
L’Abetone deve il suo nome a un abete enorme, abbattuto per far passare la strada che i granduchi di Toscana e i duchi di Modena vollero costruire sul crinale. I lavori cominciarono nel 1766 e la strada, progettata da Leonardo Ximenes sul versante toscano e da Pietro Giardini su quello modenese, fu inaugurata il 1° maggio 1781. Nel centro del paese restano le due Piramidi, i cippi di confine con gli stemmi dei due Stati: oggi sono il simbolo dell’Abetone e il punto da cui tutti partono.
Poco più in là, la chiesa di San Leopoldo, iniziata nel 1782, ricorda il granduca Pietro Leopoldo che volle la strada. Il passo, però, era frequentato molto prima: lo attraversavano i Romani e la tradizione popolare vuole che ci sia passato anche Annibale, tanto che una delle piste e una delle seggiovie portano ancora il suo nome.
Le frazioni
L’Abetone non è un unico abitato ma una collana di borgate lungo la statale, ognuna con il proprio carattere:
- Boscolungo, il cuore del paese intorno alle Piramidi, con negozi, ristoranti e la partenza di molti sentieri;
- Le Regine, ormai unita al centro, da cui parte la seggiovia per la Selletta;
- Val di Luce, la conca a 1.500 metri con hotel e rifugi ai piedi del Monte Gomito, il posto più amato da chi vuole sciare a piedi dall’albergo;
- Faidello, al confine con l’Emilia, alla base della pista Pulicchio;
- Fontana Vaccaia, Bicchiere, La Secchia e Cecchetto, piccoli nuclei di case immersi nella foresta.
Dal 2017 l’Abetone fa parte del comune di Abetone Cutigliano, nato dalla fusione con il borgo di Cutigliano, dove ha sede il municipio.
La foresta e l’orto botanico
Tutto intorno al paese si estende la Foresta demaniale dell’Abetone, con la Riserva biogenetica, la Riserva di Campolino e le faggete monumentali di Pian degli Ontani: un sistema di aree protette che accompagna il crinale fino al Monte Caligi. Lungo la statale, nella valle del Sestaione, l’Orto Botanico Forestale raccoglie circa 350 specie della flora appenninica, con un giardino roccioso e un laghetto: è una passeggiata facile, adatta anche ai bambini, e da qui partono i sentieri per il Lago Nero e l’Alpe Tre Potenze.
La patria di Zeno Colò
All’Abetone si scia dal 1904 e qui, nel 1920, è nato Zeno Colò, campione olimpico di discesa a Oslo nel 1952. Le tre piste Zeno, che scendono dal Monte Gomito verso il paese, sono il suo lascito e ancora oggi uno dei tracciati più belli dell’Appennino. Quando la neve si scioglie, le stesse pendici diventano il Gravity Park per le mountain bike.
Quando venire
Da fine novembre ad aprile l’Abetone vive per lo sci: piste, scuole, rifugi e serate in paese. Da giugno a settembre il clima fresco, i sentieri, i mirtilli e la bici attirano chi scappa dal caldo delle città. L’autunno è la stagione dei funghi e del foliage nella faggeta; il 15 novembre il paese festeggia il patrono San Leopoldo. Qualunque sia il periodo, gli hotel dell’Abetone sono il punto di partenza ideale per scoprire anche Cutigliano, la Doganaccia e Fiumalbo.